La Specola Vaticana, tenuto
conto delle sue radici e tradizioni storiche, può
essere annoverata tra gli osservatori astronomici piu'
antichi del mondo. Infatti il suo inizio si può far
risalire al tempo in cui il papa Gregorio XIII
istituì la commissione di studio che portò alla
riforma del calendario,
promulgata dallo stesso papa nel 1582. Di detta
commissione fece parte, tra gli altri, il gesuita
matematico padre Cristoforo Clavio, professore al
Collegio Romano: il suo contributo principale fu
quello di spiegare e difendere la riforma stessa. Da
allora i papi non hanno cessato di manifestare
interesse per la ricerca astronomica promovendola nel
modo migliore possibile. Basterà ricordare i
tre osservatori che, per iniziativa dei papi, sorsero
a Roma: l'Osservatorio del Collegio Romano
(1774-1878), (v. figura) l'Osservatorio del
Campidoglio (1827-1870) e, sulla Torre dei Venti, in
Vaticano, la Specola Vaticana (1789-1821). Tra le
ricerche compiute in questi osservatori vanno
ricordate in modo speciale quelle svolte intorno alla
metà del secolo XIX al Collegio Romano dal
gesuita p. Angelo Secchi, che fu il primo a
classificare le stelle in base ai loro spettri. Sulla
base di questa tradizione e, soprattutto, per
reagire alle accuse rivolte con insistenza in
quei tempi alla Chiesa di essere nemica del progresso
scientifico, il papa Leone XIII, nel 1891, rifondò
la Specola Vaticana, collocando il suo primo
telescopio (astrografo)
sull'antica torre di Leone IV in Vaticano. Dopo un
primo direttore barnabita e un secondo agostiniano,
nel 1906 subentrò un gesuita: tutti e tre assistiti
da un sacerdote oratoriano.

L'astronomia
dei Papi: a sinistra, papa Gregorio XIII, autore della
riforma del calendario
(1582); a destra in alto, papa Leone XIII che
rifondò la Specola Vaticana (1891); a desta n
basso, Pio XI che rifondò la Specola a Castel
Gandolfo; al centro, Padre Angelo Secchi, gesuita,
ultimo direttore dell'osservatorio del Collegio
Romano, pioniere dell'astrofisica. (Autore, Ilio
Fantini)
Per
circa quaranta anni il lavoro principale della Specola
consisté nella collaborazione all'iniziativa
internazionale della Carta fotografica del cielo e del
Catalogo stellare. Agli inizi degli anni '30, a causa
dell'inquinamento luminoso del cielo di Roma, si
decise di trasferire la Specola nel Palazzo Pontificio
di Castel Gandolfo, 25 km a sud di Roma. (v. figura).
Pio XI inaugurò il nuovo osservatorio nel 1935
affidandone in modo ufficiale la direzione all'ordine
dei gesuiti. Il nuovo istituto, dotato di tre nuovi
telescopi Zeiss e di un modernissimo laboratorio per
analisi spettrochimiche, permise di dare notevole
sviluppo a vari programmi di ricerca sulle stelle
variabili. Nel 1957, con l'installazione di un
telescopio a grande campo del tipo Schmidt si diede
inizio a nuovi programmi di ricerca, comprendenti, tra
l'altro, l'applicazione di nuove tecniche per la
classificazione delle stelle in base ai loro spettri.
Questo campo di studi, tuttora in atto nel nostro
osservatorio, si riallaccia ai lavori pionieristici
del p. Angelo Secchi sopra accennati.
Dopo alcune decine di anni, con l'aumento della
popolazione di Roma e dintorni,
crebbe
anche l'inquinamento luminoso notturno al punto da
rendere la sede di
Castel Gandolfo non piu' adatta alle osservazioni.
Fu cosi' che nel 1981,
per la prima volta nella sua storia,
la Specola
fondò un secondo centro di ricerca, detto
Vatican Observatory Research
Group (VORG), con sede negli Stati
Uniti, a Tucson, Arizona, città nota per essere
uno dei centri di ricerca
astronomica piu' importanti e moderni del mondo. Gli
astronomi della Specola Vaticana hanno i loro uffici
presso l'osservatorio Steward
dell'Università di Arizona e possono servirsi
di tutti i moderni telescopi e
sistenti
nell'area. (la figura mostra, a destra,
l'Osservatorio Steward e, in fondo alla strada,
sotto le gradinate dello stadio, il suo laboratorio
per la costruzione degli specchi ottici). Nel 1993 la
Specola Vaticana, in collaborazione con l'osservatorio
Steward, ha portato a termine la costruzione del
Telescopio Vaticano a Tecnologia Avanzata (VATT),
installandolo sul monte Graham, Arizona, ritenuto
probabilmente il miglior sito astronomico degli Stati
Uniti.
Il
VATT e' il primo telescopio per osservazioni
nelle gamme ottica e infrarossa facente parte del
programma Mount Graham International Observatory (MGIO),
che prevede la costruzione di alcuni dei piu' grandi
e piu' sofisticati telescopi del mondo. Esso e'
anche il primo telescopio dotato di uno specchio
realizzato con la nuova tecnologia del forno rotante
ideata per la costruzione di grandi specchi, rigidi e
relativamente leggeri. Con questo strumento gli
astronomi vaticani sviluppano programmi di ricerca a
lungo termine, programmi
che, benché rappresentassero l'oggetto
caratteristico della ricerc
a
da svolgere a Castelgandolfo, essi tuttavia non erano
mai riusciti a realizzare prima del trasferimento a
Tucson. Così, a partire dai due centri, Castel
Gandolfo e Tucson, la Specola Vaticana continua ad
essere impegnata in vari tipi di ricerche
e collaborazioni internazionali.
Una
targa ricorda la inaugurazione del nuovo teleascopio (vedi
foto); il testo in essa rioportato ha la seguente
traduzione:

"Questa
nuova torre per studiare le stelle, dotata di un
grande nuovo specchio capace di captare le minime
e piu' lontane tracce di luce, regnando Papa
Giovanni Paolo II
l'anno XV, e' stata eretta in luogo molto
adatto e serenissimo. Tu che di giorno e di notte
scruti i cieli piu' lontani, servitene
felicemente con l'aiuto di Dio."
La biblioteca a Castelgandolfo, ricca di piu'
di.000 volumi, possiede una preziosa collezione di
libri antichi e rari tra i quali opere di
Copernico, Galileo, Newton, Keplero, Brahe, Clavio,
Secchi.
Da
ricordare inoltre la importante collezione di
meteoriti, alcuni dei quali, particolarmente rari, ci
danno preziose informazioni sulla storia del sistema
solare. I risultati delle ricerche vengono pubblicati
su riviste internazionali. Il Rapporto Annuale (Annual
Report) sull'attività della Specola viene
inviato a piu' di 400
Istituti sparsi nel mondo.
La
Specola inoltre promuove ricerche su Galileo e sulla
Controversia copernicana pubblicandone i risultati
nella collana Studi Galileiani.
Con
scadenza biennale la Specola organizza, a Castel
Gandolfo o a Tucson, un simposio di circa 20
scienziati per
approfondire particolari argomenti inerenti alle
ricerche condotte dai suoi astronomi. Di ogni simposio
viene pubblicato il volume degli atti.
Ogni
due anni la Specola organizza, a Castel Gandolfo, una
scuola estiva di Astronomia e Astrofisica.



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ulteriori e piu'dettagliate informazioni sughli
argomenti qui affrontati seguite questo link:
http://clavius.as.arizona.edu/vo/R1024/History_p1.html